Dal libro di Silvio Torre: "Su e giù
per boschi tra vigne e oliveti alla ricerca del ristorante segreto"
...Il "padano" Riccardo Bacchelli...
...aveva letto certamente Boine, prima di passare di qui. Ne parliamo volentieri a tavola a
Cà del Moro dove, oltre ai primi piattri classici, con "ravioli
della casa" in testa, rileviamo la presenza dei gnocchi e delle tagliatelle verdi al pesto.
Seguono vivaci grigliate miste di carne, ma non mancano cima e coniglio. Questa "Osteria"
sulla via di Calizzano al numero civico 34, è in grado però, per il viandante
esigente, che pur staccandosi dal mare continua a sognarlo, di proporre anche il branzino, vulgo
"luasso"
...e non mancano i gamberoni!...porcini "à gogò"...
e ancora funghi fritti e alla griglia... un repertorio di dessert...Nevvero Maurizio Rossello,
già maestro e insegnante al benemerito Istituto alberghiero di Finale? Ne ha fatta, comunque,
di strada questa Cà del Moro, locale storico sulla via dell'oltrevalico, un tempo osteria,
per carrettieri e carbonai! Il nome della casa, della Cà, gli viene da quella figura
di moro dipinta sul caminetto: un nome, un marchio, che i discendenti di Lorenzo Granero si
sono portati dietro anche qui, nella nuova casa ampliata, aggiornata, ringiovanita, con la titolare
Irene Granero, moglie di Maurizio, classe 1964.